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Percorrendo l'Antichità 2018-2019

III^ edizione con 12 incontri a ingresso libero. Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate", Via Margaritone 10 (Arezzo) - dal 7 novembre 2018 al 13 aprile 2019
Percorrendo l'Antichità 2018-2019

Visto il successo delle prime due edizioni, il Polo Museale della Toscana presenta il terzo ciclo di incontri al Museo Archeologico Nazionale di Arezzo. “Percorrendo l’Antichità” vuole offrire alla comunità degli appassionati di archeologia e di storia antica e dei curiosi di ogni età, anche alla prima esperienza, un’occasione di scoperta e approfondimento del mondo antico attraverso incontri con esperti di varie discipline che presenteranno gli ultimi studi, i risultati delle ultime ricerche e le preziose testimonianze consolidate nei diversi percorsi professionali, per condividere con il pubblico un affascinante viaggio nel passato.

Sabato 16 marzo alle ore 16.30 la rassegna “Percorrendo l’Antichità” prosegue con l’incontro “Villa Adriana: riflessioni sull’architettura del Canopo” a cura dell’architetto Stefano Gizzi, dirigente del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Saranno presentate alcune nuove riflessioni sulla sistemazione del Canopo a Villa Adriana, un complesso che forse più di altri vede uno strettissimo connubio fra elementi architettonici e scultorei nella soluzione compositiva del padiglione. Gli scavi nella zona antistante al c.d. Serapeo, che portarono alla scoperta della vasca/canale e del celebre ciclo di statue, misero in luce anche una serie di elementi architettonici in base ai quali Salvatore Aurigemma, Roberto Vighi e Furio Fasolo effettuarono alla metà degli anni Cinquanta una parziale anastilosi, visibile ancora oggi. La sistemazione, trova la sua corrispondenza in quella del tempio di Adriano ad Efeso effettuata da F. Miltner e K.H. Göschl nei medesimi anni (1956-’58), con i quali gli autori dell’anastilosi di Villa Adriana erano peraltro in contatto.

Il sistema architettonico riproposto, con le arcate ‘siriache’ e l’alternanza di tratti di trabeazione curvi e rettilinei, è stato definito, da Vighi e Dal Maso, come “il massimo esempio dell’architettura specchiata di Villa Adriana” e rappresenta oggi l’immagine più nota della Villa. Alcune evidenti ‘non corrispondenze’ nei raggi di curvatura, nelle dimensioni degli intercolumni e nella terminazione alle due estremità, che divergono in maniera palese rispetto all’insieme, potrebbero far pensare ad una errata ricostruzione o ad una sistemazione di epoca successiva, in considerazione del fatto che la soluzione architettonica adottata prosegue per tutto il periodo tardo-imperiale. Sappiamo che la Villa fu frequentata continuativamente fino ai Severi e che in particolare Caracalla amava risiedere nella dimora tiburtina, come conferma il notevole numero di ritratti che vi sono stati rinvenuti.

La predilezione per elementi mistilinei retti e curvi, tipica dell’età adrianea, ben documentata nella residenza tiburtina, dal Teatro Marittimo a Piazza d’Oro, dalle Piccole Terme all’Accademia, include anche l’arco siriaco, testimoniato ad esempio - oltre che nella fronte del tempio di Adriano ad Efeso - nell’acquedotto fatto costruire da Adriano presso Atene, ora scomparso, ma visibile in raffigurazioni pittoriche settecentesche. Gli elementi dubbi dell’attuale sistemazione del Canopo riguardano anche altri aspetti, dalla ricollocazione delle trabeazioni ancora a terra a quella delle statue intorno allo specchio d’acqua, dalla predisposizione di basi e supporti per l’arredo scultoreo all’interno della vasca al rapporto fra il colonnato a fusto liscio con quello a fusto scanalato, alla sistemazione a verde dell’area. Partendo dall’assunto che il padiglione fosse un insieme unitario di architettura, scultura, siepi e pergolati, sarà tentata una nuova interpretazione dell’intero sistema.


Locandina

Dettagli dell'evento

Quando

13/04/2019
dalle 16:30 alle 19:00

Dove

Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate", Via Margaritone 10 - Arezzo

Recapito telefonico per contatti

0575-20882

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